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fiori cipolla1

La tecnica di coltivazione inizia con la preparazione del terreno che viene arato, fresato e sistemato in prose opportunamente baulate.

 
 
L’impianto viene  effettuato con tre diverse modalità:
  • con il pianta-mento dei bulbi
  • con la semina diretta
  • con trapianto di piantine a radice nuda

FASI DI LAVORAZIONE

Utilizzando i bulbi si adottano distanze di 15 cm sulla fila e di 40 cm tra le file ed il pianta-mento viene effettuato a fine agosto per avere la produzione già in ottobre.
La semina diretta viene effettuata in terreni sciolti e ben livellati a fine agosto – inizio settembre con seminatrici di precisione o a spaglio a cui segue un diradamento in modo da realizzare una densità di 60 piante/m2 ottenuta adottando distanze di 10 x 15 cm, rispettivamente sulle e tra le file; con tale modalità d’impianto la produzione viene esitata nel periodo natalizio.
Il trapianto prevede la preparazione delle piantine in semenzai all’aperto allestiti dagli stessi agricoltori nel periodo agosto-settembre, con il trapianto nel periodo fine settembre – inizio ottobre in modo da avere la produzione a partire da dicembre-gennaio e fino a marzo e comunque in ritardo rispetto alla semina diretta.
Le piantine idonee al trapianto devono aver raggiunto una altezza di almeno 15 cm e presentare 4-5 foglie vere; quasi sempre viene effettuato il taglio parziale delle radici per poter facilitare la disposizione manuale o meccanica delle piantine nel terreno.
Per la buona riuscita della coltivazione bisogna riservare particolare cura all’irrigazione soprattutto nelle prime fasi del ciclo colturale e in modo particolare quando si ricorre alla semina diretta e si opera in terreni sciolti caratterizzati da una ridotta capacità di ritenzione idrica.
Pertanto, si interviene quasi giornalmente fino all’emergenza con la semina diretta in terreni sabbiosi diradando successivamente gli interventi che devono essere, comunque, in numero di 2 – 3 a settimana.
I turni irrigui si possono allungare quando si ricorre al trapianto e soprattutto con il pianta-mento dei bulbi; in ogni caso le adacquate diventano meno frequenti con l’avanzare del ciclo colturale, vale a dire nel periodo autunnale ed invernale per la ridotta domanda evapotraspirativa dell’ambiente e quando la coltura usufruisce degli apporti idrici meteorici.
La concimazione  viene effettuata sia all’impianto, con l’apporto di sostanza organica (letame) o di concimi minerali ternari, sia in copertura intervenendo due o tre volte con concimi azotati, nitrato ammonico e/o solfato ammonico.


Prodotti artigianali senza coloranti e conservanti.